Hermann Hesse nel giardino della Casa Rossa, 1932 © Hermann Hesse-Editionsarchiv, Offenbach am Main
Lettura e incontro con l’artista
Sabato 28 febbraio 2026 · ore 15.00 · MUSEC – Museo delle Culture, Lugano, Riva Caccia 5 ♿
Nell’ambito della mostra in corso Unpublished Photo (fino al 12.4.2026) al MUSEC – Museo delle Culture, e in collaborazione con il Museo Hermann Hesse Montagnola, viene proposto un incontro dedicato al dialogo tra parola letteraria e ricerca fotografica.
La raccolta Il canto degli alberi con testi di Hermann Hesse, pubblicata in italiano nel 1992 da Guanda Editore (titolo originale Bäume), è all’origine del progetto fotografico di Anouk Andrea Boni (Modena, *2002), premiato dal concorso internazionale Unpublished Photo ed esposto in mostra. Il volume – composto da poesie, riflessioni e brevi prose dedicate agli alberi – restituisce una visione profonda della natura come spazio di ascolto, di conoscenza e di equilibrio interiore. Per Hesse gli alberi sono maestri silenziosi: creature radicate nel tempo, capaci di insegnare pazienza, resistenza e libertà e di offrire all’essere umano un faro nei momenti di crisi e trasformazione.
Durante l’incontro, Lucilla Janssen dà voce a poesie e brani in prosa tratti dal volume, mentre Anouk Andrea Boni racconta il percorso creativo e l’esperienza personale che hanno dato forma al progetto fotografico. A partire dal dialogo tra parola e immagine, scopriamo come l’opera di Hesse abbia influenzato l’artista ed il suo sguardo.
Al termine, il pubblico è invitato a partecipare a una visita dell’esposizione temporanea insieme all’artista.
La partecipazione è gratuita ma i posti sono limitati.
Si raccomanda l'iscrizione scrivendo a press@musec.ch o telefonando al n. +41 58 866 69 60.
Una collaborazione tra il Museo Hermann Hesse Montagnola e il MUSEC – Museo delle culture (Lugano)
BIO
Anouk Andrea Boni (Modena, *2002) sviluppa il progetto Nuda ferita mortale all’inizio del 2025, ispirandosi alle nebbie dense della Pianura Padana e alle carcasse di alberi che vi emergono come tracce silenziose di una vita spezzata. Ogni fotografia diventa segno di morte e, al tempo stesso, di una vitalità residua inscritta nella materia. Ispirato alla raccolta Il canto degli alberi di Hermann Hesse, il lavoro riflette sull’interruzione del ciclo vitale e sulla tensione tra vita e morte, resistenza e memoria. Gli alberi, simboli di crescita e tempo, si fanno emblema di una natura che continua a vivere nonostante le forzature esterne. La poetica di Anouk Andrea Boni, influenzata da Mario Giacomelli, mira a rappresentare non il reale ma la sua idea, decontestualizzando il soggetto per renderlo assoluto. Le immagini, tra astrazione e contemplazione, invitano lo spettatore a una riconnessione intima con la natura e con la dimensione spirituale del paesaggio.
Anouk Andrea Boni

